I tanti volti strategici del Poker Cash
Pensare di dare una ricetta unica per comportarsi a un tavolo di poker cash sarebbe come credere di poter tracciare una tattica da usare contro tutte le squadre spagnole (per esempio) di calcio. In parole povere sarebbe una follia. La prima cosa da comprendere nel poker cash è proprio questo aspetto, che ogni partita è un mondo a parte. Stesse regole, a meno che non si cambi variante, ma nulla di quanto funzionato una volta è detto conduca agli stessi esiti. Appurato questo primo aspetto, è quasi superfluo dire che una chiave strategica è quella di conoscere alla perfezione le regole del gioco. Inutile fare affidamento a scaltrezza o fortuna che sia, se poi con in mano una combinazione forte, non si recupera nulla o peggio si perde. Un’altra strategia da non sottovalutare, nel bene e nel male, è l’esperienza. Troppa confidenza e sicurezza sono l’autostrada diretta per perdere tutto, e allo stesso la troppo poca confidenza con le partite a soldi veri non sarà mai un punto a proprio a favore.
La variante del Texas Hold’em
È l’incontrastato dominatore della scena pokeristica mondiale. Il main event delle Worl Series of Poker sono in versione Holdem no limit. Apparentemente è più facile del poker classico a cinque carte coperte. A meno che non si decida di giocare un numero relativamente esiguo di mani, così da non dare punti di riferimento agli altri in ballo, volenti o nolenti, si darà una visione del proprio modo di giocare. Difficile prevedere che a ogni mano vincente si arrivi con l’abbandono degli altri, e quindi senza l’obbligo di mostrare la propria mano. Meno si è, e più è facile studiare i propri avversari, viceversa più aumenta il numero di giocatori, più sarà difficile memorizzare tutti i tipi di giocate. Un bluff può essere sempre in agguato, e oltre a non essere facile da scoprire, può anche essere una tecnica estemporanea da adottare. Il grosso dei giocatori ad ogni modo, soprattutto quelli non propriamente professionisti, tende a essere prudente.
Occhi e tatto
Anche se si perde sempre qualcosa, nel poker cash lo stack non è mai di cifre improponibili. Ha senso quindi proseguire il giro e rilanciare nel caso si abbia qualcosa di solido in mano (una coppia) o quanto meno delle carte che possano fare la differenza; non è escluso comunque che avere un Re e un Asso possa anche non portare a qualche combinazione vincente. Nel poker cash, la tattica “chi va piano va sano e va lontano” è una buona strategia di gioco. Non c’è nessuna pistola puntata che obblighi a dover puntare. Lasciar andare le mani dà anche possibilità di imparare dagli altri e vedere come si comportano. Il bluff, mediamente, non è mai troppo remunerativo. Una puntata forte, a meno che le fiche da parte del giocatore che sta sparando alto sia vuoto (indice del o la va o la spacca), spesso è segnale di una mano consistente. Dalle 3, 4 o 5 carte in tavola, qualcosa si può capire, e dunque scegliere con giudizio se se andare fino in fondo od optare per un più prudente addio. I kamikaze hanno vita breve.
